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 Ripartiamo in sicurezza

Voglia di tornare a vivere, ma con molta cautela

Il Circuito dell'Acciaio è una di quelle gare a cui non rinuncio. Come percorso è tra i più belli, ma i ricordi lo rendono memorabile. Il percorso è sempre lo stesso, non noioso, ma molto tecnico, con salite e discese a volontà. Quest'anno, poi, ci si è messa di mezzo l'epidemia da Covid- 19 che da sei mesi a questa parte non dà tregua.

L'Amatori Podistica Terni, organizzatrice dell'evento, credo abbia avuto molte difficoltà a chiedere i permessi al Comune, e anche io ho chiesto informazioni all'amico Fabio Laoreti, che mi ha rassicurato sulla fattibilità dell'evento sportivo.

La domenica mattina sono uscito presto da casa e mi sono diretto verso Terni, durante il viaggio mi venivano in mente tutte le volte a cui ho partecipato a questa gara e come in una moviola, rivedevo tutti i visi sorridenti di tutti gli amici conosciuti in tanti anni di gare, molti non ci sono più, molti hanno appeso le famose scarpe al chiodo. Mi veniva in mente la salita che porta a Papigno, il paesino famoso per i film di Roberto Benigni, il panorama offerto dalla Cascata delle Marmore e della Valnerina.

Più andavo avanti e più i ricordi si affacciavano nella mia mente, la cortesia degli addetti all’organizzazione sempre sorridenti e pronti ad aiutarti per qualsiasi necessità. Fra un ricordo e l'altro mi sono ritrovato a destinazione. Il film era finito, ma stava per iniziarne un altro.

Al ritrovo gli organizzatori ci hanno fatto sottoscrivere l'autocertificazione e ci hanno misurato la temperatura corporea, poi ci hanno dato il pettorale e il pacco gara, tutto con la solita cortesia. Tutti pronti alle 10.00 per l’avvio della quarantacinquesima edizione del Circuito dell’Acciaio.

Eravamo distanziati sulla linea di partenza di un metro l'uno dall'altro per la nostra sicurezza. Dopo il via un nuovo film di ricordi veniva proiettato nella mia mente, come quando con la mia società Nuova Casal Bruciato venivamo a gareggiare, io ero il presidente e Marco D'Aguanno il segretario. All'epoca venivano premiate tutte le società, compresa la mia, con minimo di cinque partecipanti.

Sulla Valnerina dopo aver superato un podista, mi sento chiamare e riconosco il “vecchio” presidente Giocondo Talamonti, fra una foto e l'altra abbiamo parlato dei compagni di viaggio e delle trascorse edizioni. Ci siamo poi lasciati perché il mio passo all’interno del parco delle cascate era diverso dal suo. Mi sono diretto verso Terni, percorrendo di nuovo la Valnerina.

Quest'anno per colpa della fermata forzata per il Covid- 19 e la mancanza di gare, mi sono trovato un po’ in difficoltà negli ultimi km, accusavo la stanchezza, non riuscivo ad andare avanti, ma la tigna mi ha fatto fare gli ultimi km, senza eccessivi problemi. La manifestazione della ripartenza e dei ricordi di una corsa che al termine mi rende sempre felicemente stanco. Un monito agli sportivi: ricordiamoci sempre che il virus Covid-19 non è scomparso e che dobbiamo usare tutte le precauzioni necessarie, come oggi, con distanziamenti e partenze differenziate, per salvaguardare la salute di tutti, vedrete che insieme ce la faremo.

di Dessi Romano

Allegato al Fermaglio n.274

 

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